Il patto

E’ notte inoltrata a Torino, lungo il Po ai piedi della Gran Madre, un cane dalle ciglia rosse, trotterellava alla ricerca di qualcosa. Sale le scale della chiesa e si accuccia in un angolo, alle prime luci dell’alba scompare come nebbia sul fiume. Lia una studentessa universitaria, che per comodità aveva trovato un mono locale vicino alla chiesa, faceva quattro passi per arrivare in facoltà. Una sera che aveva fatto tardi con le amiche, stava ritornando a casa e vide quello strano cane, come cercò di avvicinarsi, lui ringhiò e lei desistette. Una settimana dopo, sempre verso fine serata vicino alla porta della chiesa, lo vide e cercò con un panino di avvicinarlo. Il cane mostrò i denti , ma lei sempre più convinta riprese ad avvicinarsi.

I primi passanti del mattino trovarono lungo la scalinata, il cadavere della povera Lia, con la gola squarciata e gli occhi spalancati nel…

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Amo la poesia, amo il cielo e l'aria. Mi piace leggere. E amo le fotografie perché lasciano una traccia di vita che scorre.
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2 risposte a Il patto

  1. jalesh ha detto:

    Mi si è accaponata la pelle….un bellissimo frutto della fantasia…un pò cattivello cmq questo cerbero. Bravissima Marina complimenti

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